La guerra tra Russia ed Ucraina e le azioni dell’esercito israeliano
per guadagnare il pieno controllo della striscia di Gaza con tragici
effetti collaterali sulla popolazione sono stati i principali punti di
attenzione della politica internazionale che però non è riuscita a
conseguire successi significativi sulla via della pace. Le aspettative
suscitate dal lungo colloquio telefonico tra il Presidente Trump e
quello russo sono state eluse in attesa di nuove trattative mentre
continuano le azioni militari e nella striscia di Gaza la tensione è
addirittura aumentata.
In questa situazione di stallo i problemi economici sono di nuovo
emersi in tutta la loro complessità a causa dell’incertezza sulla
conclusione della vicenda dei dazi che ha registrato solo parziali
progressi. Nel caso dell’Unione Europea il presidente Trump,
insoddisfatto dell’andamento delle trattative, è arrivato a minacciare
dazi del 50 % sulle merci importate dall’Europa, aumentando la
tensione e le preoccupazioni anche se probabilmente si tratta di
una mossa che fa parte di una pericolosa strategia negoziale che
comunque disorienta gli operatori.
Lo stato di confusione si sta ripercuotendo negativamente anche
sull’economia americana e in particolare sul mercato dei titoli di
stato che stanno perdendo attrattività insieme con la debolezza del
dollaro.
In questo clima difficile il mercato del petrolio avverte la
mancanza di punti di riferimento e si muove senza una precisa
direzione in attesa di un chiarimento sulla situazione geopolitica ed
economica che, invece di avvicinarsi, sembra allontanarsi.
Così la quotazione media del Brent dated nella settimana che si è
conclusa il 23 maggio si è attestato a quota 64,6 $/b rispetto ai 65,5
di quella precedente quindi perdendo terreno.
La media settimanale del WTI è stata di 63,2 $/b contro i 63,9. di
quella precedente confermando la tendenza al declino.
il mercato dei prodotti ha risentito del clima difficile con la domanda
che rimane poco sensibile al basso livello dei prezzi sui minimi
dell’anno.
La quotazione media settimanale della benzina, cif Genova, è stata
pari a 694,1 $/t, che si confronta con quella precedente pari a
695,9 $/t confermando la fase di stallo del mercato .
Il prezzo medio del diesel, cif Genova, si è portato a 622,4 $/t, in
riduzione rispetto alla quotazione precedente pari a 633,3 $/t in un
contesto economico poco dinamico.
Il differenziale medio con la benzina si è attestato, in aumento, a
73,8 $/t rispetto ai 62,6 $/t della settimana precedente a causa della
maggiore resilienza della benzina.
L’olio combustibile a basso tenore di zolfo in media settimanale è
salito a quota 415,9 $/t, mentre l’olio combustibile ad alto tenore di
zolfo, utilizzato per produrre benzina, si è portato a 422,0 $/t, con il
differenziale tra i due prodotti che si è ridotto a - 6,2 $/t.
I margini di raffinazione hanno risentito della modifica della
valorizzazione dei vari prodotti rispetto al greggio che ha privilegiato
la benzina : per un greggio tipo Brent il valore medio settimanale si
è mosso intorno ai 9 dollari per barile; per un greggio tipo Dubai il
margine si è attestato intorno ai 10 dollari per barile mentre un
greggio tipo Iranian Heavy ha conseguito un margine intorno agli 8
$/b.
All’Hub europeo TTF il gas, nella scorsa settimana, pur
confermando la sua presenza sotto la soglia dei 40 EURO/MWH,
ha confermato i recenti spunti di rialzo.
La media settimanale si è attestata a 36,3 EURO/MWH contro i
35,0 della settimana precedente, in una fase che vede gli operatori
europei impegnati nel riempimento degli stoccaggi .
Il Gas Index del GME, riferito ai giorni feriali, si è attestato nello
stesso periodo su un valore di 39,6 EURO/MWH rispetto ai 38,5
della settimana precedente, in aumento, ma sempre distante dalla
soglia di allarme dei 50 EURO /MWh di inizio anno.
Il prezzo medio settimanale del gas al TTF, espresso in dollari per
barile, si è attestato a 65,9 $/b, rispetto ai 62,3 della settimana
precedente. il differenziale con il Brent è tornato in territorio
negativo con un valore medio di – 0,6 $/b peggiorando quindi la
posizione competitiva del gas, lontanissima dalle medie di lungo
periodo ,
L’indicatore QE del costo dell’energia da idrocarburi in Europa,
calcolato come media settimanale dei prezzi del Brent e del gas
scambiato all’HUB olandese TTF, ambedue espressi in dollari per
barile, segna un aumento con un valore di 64,9 $/b contro i 63,9 $/b
per effetto dell’aumento del gas .
Il PUN, indicatore sintetico del prezzo dell’elettricità (calcolato
come media dei soli giorni feriali) ha registrato un valore di 108,9
EURO/MWh contro i 102,3 EURO/MWh della settimana
precedente segnando quindi un aumento per gli utenti.
Complessivamente i dati dell’ultima settimana segnalano spunti di
rialzo per gas ed elettricità mentre il petrolio subisce l’impatto delle
condizioni di incertezza che pesano su tutti i mercati.
Vittorio D’Ermo è Economista dell’energia; Consulente e pubblicista su temi di energia e ambiente; Docente e Professional Fellow WEC Italia. È stato Vicepresidente e Direttore dell’Osservatorio Energia di AIEE – Associazione Italiana Economisti dell’Energia.
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