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APPROFONDIMENTI

Tensioni geopolitiche, lontane dalla soluzione, e caos dazi peggiorano il quadro economico con il petrolio in ribasso senza punti di riferimento mentre gas ed elettricità si muovono al rialzo

28 maggio 2025-

Pubblicato il 09-04-2025

La guerra tra Russia ed Ucraina e le azioni dell’esercito israeliano

per guadagnare il pieno controllo della striscia di Gaza con tragici

effetti collaterali sulla popolazione sono stati i principali punti di

attenzione della politica internazionale che però non è riuscita a

conseguire successi significativi sulla via della pace. Le aspettative

suscitate dal lungo colloquio telefonico tra il Presidente Trump e

quello russo sono state eluse in attesa di nuove trattative mentre

continuano le azioni militari e nella striscia di Gaza la tensione è

addirittura aumentata.

In questa situazione di stallo i problemi economici sono di nuovo

emersi in tutta la loro complessità a causa dell’incertezza sulla

conclusione della vicenda dei dazi che ha registrato solo parziali

progressi. Nel caso dell’Unione Europea il presidente Trump,

insoddisfatto dell’andamento delle trattative, è arrivato a minacciare

dazi del 50 % sulle merci importate dall’Europa, aumentando la

tensione e le preoccupazioni anche se probabilmente si tratta di

una mossa che fa parte di una pericolosa strategia negoziale che

comunque disorienta gli operatori.

Lo stato di confusione si sta ripercuotendo negativamente anche

sull’economia americana e in particolare sul mercato dei titoli di

 

stato che stanno perdendo attrattività insieme con la debolezza del

dollaro.

In questo clima difficile il mercato del petrolio avverte la

mancanza di punti di riferimento e si muove senza una precisa

direzione in attesa di un chiarimento sulla situazione geopolitica ed

economica che, invece di avvicinarsi, sembra allontanarsi.

Così la quotazione media del Brent dated nella settimana che si è

conclusa il 23 maggio si è attestato a quota 64,6 $/b rispetto ai 65,5

di quella precedente quindi perdendo terreno.

La media settimanale del WTI è stata di 63,2 $/b contro i 63,9. di

quella precedente confermando la tendenza al declino.

il mercato dei prodotti ha risentito del clima difficile con la domanda

che rimane poco sensibile al basso livello dei prezzi sui minimi

dell’anno.

La quotazione media settimanale della benzina, cif Genova, è stata

pari a 694,1 $/t, che si confronta con quella precedente pari a

695,9 $/t confermando la fase di stallo del mercato .

Il prezzo medio del diesel, cif Genova, si è portato a 622,4 $/t, in

riduzione rispetto alla quotazione precedente pari a 633,3 $/t in un

contesto economico poco dinamico.

Il differenziale medio con la benzina si è attestato, in aumento, a

73,8 $/t rispetto ai 62,6 $/t della settimana precedente a causa della

maggiore resilienza della benzina.

 

L’olio combustibile a basso tenore di zolfo in media settimanale è

salito a quota 415,9 $/t, mentre l’olio combustibile ad alto tenore di

zolfo, utilizzato per produrre benzina, si è portato a 422,0 $/t, con il

differenziale tra i due prodotti che si è ridotto a - 6,2 $/t.

I margini di raffinazione hanno risentito della modifica della

valorizzazione dei vari prodotti rispetto al greggio che ha privilegiato

la benzina : per un greggio tipo Brent il valore medio settimanale si

è mosso intorno ai 9 dollari per barile; per un greggio tipo Dubai il

margine si è attestato intorno ai 10 dollari per barile mentre un

greggio tipo Iranian Heavy ha conseguito un margine intorno agli 8

$/b.

All’Hub europeo TTF il gas, nella scorsa settimana, pur

confermando la sua presenza sotto la soglia dei 40 EURO/MWH,

ha confermato i recenti spunti di rialzo.

La media settimanale si è attestata a 36,3 EURO/MWH contro i

35,0 della settimana precedente, in una fase che vede gli operatori

europei impegnati nel riempimento degli stoccaggi .

Il Gas Index del GME, riferito ai giorni feriali, si è attestato nello

stesso periodo su un valore di 39,6 EURO/MWH rispetto ai 38,5

della settimana precedente, in aumento, ma sempre distante dalla

soglia di allarme dei 50 EURO /MWh di inizio anno.

Il prezzo medio settimanale del gas al TTF, espresso in dollari per

barile, si è attestato a 65,9 $/b, rispetto ai 62,3 della settimana

precedente. il differenziale con il Brent è tornato in territorio

 

negativo con un valore medio di – 0,6 $/b peggiorando quindi la

posizione competitiva del gas, lontanissima dalle medie di lungo

periodo ,

L’indicatore QE del costo dell’energia da idrocarburi in Europa,

calcolato come media settimanale dei prezzi del Brent e del gas

scambiato all’HUB olandese TTF, ambedue espressi in dollari per

barile, segna un aumento con un valore di 64,9 $/b contro i 63,9 $/b

per effetto dell’aumento del gas .

Il PUN, indicatore sintetico del prezzo dell’elettricità (calcolato

come media dei soli giorni feriali) ha registrato un valore di 108,9

EURO/MWh contro i 102,3 EURO/MWh della settimana

precedente segnando quindi un aumento per gli utenti.

Complessivamente i dati dell’ultima settimana segnalano spunti di

rialzo per gas ed elettricità mentre il petrolio subisce l’impatto delle

condizioni di incertezza che pesano su tutti i mercati.

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L'autore

Vittorio D’Ermo è Economista dell’energia; Consulente e pubblicista su temi di energia e ambiente; Docente e Professional Fellow WEC Italia. È stato Vicepresidente e Direttore dell’Osservatorio Energia di AIEE – Associazione Italiana Economisti dell’Energia.

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