...

APPROFONDIMENTI

L'analisi dei mercati di Vittorio D'Ermo

Mercati petroliferi in attesa di un chiarimento sulla politica deidazi Usa

Pubblicato il 21-02-2025

Mercati petroliferi in attesa di un chiarimento sulla politica dei dazi Usa

Vittorio D'ermo - Articolo pubblicato su Quotidiano Energia del 10 febbraio 2025. 

Prezzi oil in modesto declino, mentre sale la preoccupazione per gli aumenti del gas e dell’elettricità in Europa

L’attivismo della nuova amministrazione americana rimane al centro della scena internazionale nons olo per il numero dei settori coinvolti ma anche per l’emergere di una certa flessibilità rispetto agli obiettivi programmati soprattutto in materia di dazi.
Mentre in materia di politica interna non si registrano rallentamenti degli interventi annunciati, sul fronte internazionale la consapevolezza delle controindicazioni emergenti dalle misure programmate ha portato a sospensioni e ripensamenti.


Si ha l’impressione che l’amministrazione americana non voglia arrivare ad una disastrosa guerra dei dazi, che danneggerebbe non solo i paesi colpiti ma anche gli stessi Stati Uniti, ma piuttosto ad una rinegoziazione dei rapporti politico commerciali con i paesi partner migliorando la propria posizione, masenza arrivare ad una rottura.


Emblematico è il caso delle importazioni di greggio canadese che alimentano una parte consistente del sistema di raffinazione americano strutturalmente costruito per l’impiego per quei tipi di greggio. Interrompere quei flussi implicherebbe dover ricorre a costose alternative sul piano degli approvvigionamenti e della raffinazione.
Anche la partita con l’Europa in attesa delle decisioni Usa è tutta da giocare tra dichiarazioni didisponibilità al dialogo e di affermazioni di preparazione all’adozione di contromisure in caso di adozione di dazi.


Lo scenario è in movimento anche relativamente alla striscia di Gaza dove la tregua in atto dovrebbe lasciare il passo ad un nuovo assetto, ma anche in questo caso non c’è ancora convergenza sulle varie ipotesi sul tappeto che vanno dall’evacuazione di gran parte della popolazione alla costruzione di uno stato palestinese che comprenda Gaza e Cisgiordania. C’è infine il contenzioso tra Russia ed Ucraina che vede una notevole attività tra le parti e che dovrebbe condurre a qualche positivo risultato nel breve termine.

In questo contesto così complesso il mercato del petrolio, che può contare su una situazione di offerta adeguata alla domanda, si sta muovendo con estrema cautela nonostante segnali di peggioramento deirapporti tra Stati Uniti ed Iran.
Così nell’ultima settimana di febbraio il prezzo del Brent si è portato su una media di 76,1 $/b rispetto ai 77,4 di quella precedente e sotto la media di gennaio pari a 78,9 $/b. La media settimanale del Wti, il parametro di riferimento per i prezzi dei prodotti negli Stati Uniti, si è mosso su un valore di 72,0 $/b rispetto a quello precedente pari a 73,3 $/b, livello molto prossimo alla soglia di accettabilità per i consumatori americani.


In attesa di un chiarimento sul tema scottante dei dazi i prezzi dei prodotti hanno subito marginali aumenti.


Il prezzo medio della benzina cif Genova è stato pari a 748,2 $/t che si confronta con quello precedente pari a 745,3 $/t. Il prezzo medio del diesel cif Genova si è portato a 716,9 $/t rispetto alla quotazione precedente pari a 715,8 $/t. Il differenziale medio con la benzina è si è spostato dai 29,6 $/t della settimana precedente ai 31,4 $/t sempre grazie al supporto della benzina.
L’olio combustibile a basso tenore di zolfo ha registrato in media settimanale un aumento che lo ha spinto a 518,1 $/t, mentre l’olio combustibile ad alto tenore di zolfo si è attestato a 455,7 $/t, portando il differenziale tra i due prodotti a 62,4 $/t.
I margini di raffinazione si sono mossi al rialzo specialmente per i greggi leggeri: per un greggio tipo Brent il valore medio settimanale si é mosso verso gli 8,0 dollari per barile; per un greggio tipo Dubai il margine si è posizionato sui 7,0 dollari per barile mentre un greggio tipo Iranian Heavy ha conseguito un margine intorno ai 5 $/b.

I prezzi internazionali del gas, dopo una breve pausa, sono tornati a muoversi al rialzo toccando livelli non sopportabili in netto contrasto con l’evoluzione del petrolio che può contare su un’offerta molto più abbondante e diversificata. Il sistema mondiale gas non può infatti fare affidamento su capacità di riserva mobilitabile in tempi brevi dopo il blocco delle esportazioni russe.
L’aumento delle esportazioni americane di Gnl è infatti in grado di coprire, solo in parte, il deficit che si è creato in questa delicata parte dell’anno con condizioni climatiche severe e riduzioni dell’apporto delle rinnovabili.
All’hub europeo Ttf il prezzo medio dell’ultima settimana si è attestato a quota 54,0 euro/MWh mai raggiunta nel 2024 suscitando nuove preoccupazioni per tutte le categorie di utenti. Il Gas index del GME si è attestato nello stesso periodo su un valore di 54,6 euro/MWh.
Lo stesso prezzo, espresso in dollari per barile, è stato pari a 89,0 $/b, sopra quello del petrolio nella misura di 12,9 $/b che trova riscontro solo nel drammatico momento dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e che costituisce un fattore destabilizzante per il sistema economico.

L’indicatore QE del costo dell’energia da idrocarburi in Europa, calcolato come media settimanale dei prezzi del Brent e del gas scambiato all’hub olandese Ttf, ambedue espressi in dollari per barile, si è attestato a 82,3 $/b contro gli 80,7 $/b della settimana scorsa con la spinta esclusiva del gas.
Anche a causa degli aumenti del gas, la media del Pun (giorni feriali) si è portato a 153,1 euro/MWh contro i 141,8 di quella precedente; questo livello è superiore di circa il 50% al valore medio del 2024 evidenziando una inedita condizione di crisi energetica concentrata su gas e elettricità.

 

 

...

...

...

...

...

...

...

...

L'autore

Vittorio D’Ermo è Economista dell’energia; Consulente e pubblicista su temi di energia e ambiente; Docente e Professional Fellow WEC Italia. È stato Vicepresidente e Direttore dell’Osservatorio Energia di AIEE – Associazione Italiana Economisti dell’Energia.

Scopri tutti i suoi articoli nella sezione Approfondimenti