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APPROFONDIMENTI

L'analisi dei mercati di Vittorio D'Ermo

24 febbraio 2025 - Mercati petroliferi sempre alla finestra

Pubblicato il 28-02-2025

Mercati petroliferi sempre alla finestra

Vittorio D'ermo - Articolo pubblicato su Quotidiano Energia del 24 febbraio 2025. 

Attesa per gli sviluppi della trattativa tra Usa e Russia per fermare la guerra in Ucraina e di un chiarimento dei rapporti con l’Europa. Prezzi del gas in riduzione seguiti anche da quelli elettrici dopo settimane di aumenti.

L’attivismo della nuova amministrazione americana si va trasformando in un attacco generalizzato agli equilibri internazionali sia in campo economico sia in quello energetico. Dopo i primi interventi che hanno messo in discussione la transizione energetica mondiale verso un minor ruolo delle fonti fossili, il presidente Trump sta operando una inversione di rotta storica nei confronti della Russia attraverso una rilettura dell’invasione dell’Ucraina, indicata come responsabile della crisi e non già come vittima.

L’Europa che si aspettava certamente un atteggiamento diverso da parte della presidenza Usa sulla base della sua assistenza economica e militare è stata addirittura messa al margine delle trattative di pace che vedono anche l’assurda esclusione della principale parte in causa ovvero l’Ucraina.

Anche se il processo è all’inizio e non si possono escludere cambiamenti ed aggiustamenti esiste una larga concordanza tra gli analisti politici sul pericolo di una marginalizzazione dell’Europa di fronte alla politica di potenza degli Stati Uniti che sembrano voler riconoscere come partner privilegiati solo la Russia e la Cina.

Al terzo anniversario dell’invasione russa, l’Europa - che ha investito ingenti risorse nel sostegno all’Ucraina e che ha pagato un prezzo altissimo in termini di costo dell’energia a causa delle misure di embargo dei prodotti energetici importati dalla Russia - rischia di perdere ulteriore peso sullo scenario mondiale ed anche su quello del Medio Oriente che continua ad alimentare importanti flussi di petrolio e gas.

Gli sviluppi della settimana saranno molto importanti per definire la posizione degli Stati Uniti e concretizzare la linea di azione comune tra i paesi europei ancora divisi sulla leadership del gruppo dopo le iniziative francesi che si sono sviluppate al di fuori della Commissione europea e i risultati delle elezioni tedesche.

Anche la situazione in Medio Oriente si prospetta difficile relativamente all’estensione degli accordi di pace con Hamas ed alla crescente tensione nei territori palestinesi.

Questo stato di incertezza sul piano politico ed economico non si sta traducendo però in tensioni sui mercati energetici che restano in attesa del pieno dispiegarsi della politica americana e della “decantazione” degli effetti propagandistici.

Il mercato petrolifero in particolare che non è soggetto a particolari minacce ma soprattutto è dotato di ampi margini di flessibilità a partire dalla produzione americana attestata sui 13,5 milioni di b/g e su esportazione nette di 3,9 milioni di b/g, sta continuando ad esprimere prezzi ben lontani da picchi degli ultimi anni.

Nella terza settimana di febbraio il Brent, dopo essersi mosso al rialzo nelle prime sedute sulla scia di un attacco a un oleodotto che trasporta greggio kazako attraverso la Russia, ha subito un forte calo nell’ultima seduta portando la media a 76,1 $/b a poca distanza da quella precedente.

La media settimanale del Wti, il parametro di riferimento per i prezzi dei prodotti negli Stati Uniti, si è attestato su un valore di 71,8 $/b, in riduzione e ben lontano dalla soglia di allarme per i consumatori americani.

In attesa di un chiarimento sulla situazione, i prezzi dei prodotti hanno subito marginali variazioni.

Il prezzo medio della benzina cif Genova è stato pari a 748,1 $/t che si confronta con quello precedente pari a 754,4 $/t. Il prezzo medio del diesel cif Genova si è portato a 731,4 $/t rispetto alla quotazione precedente pari a 731,0 $/t. Il differenziale medio con la benzina si è spostato dai 23,4 $/t della settimana precedente ai 18,7 $/t per la debolezza della benzina.

L’olio combustibile a basso tenore di zolfo ha registrato in media settimanale una riduzione che lo ha spinto a 502,4 $/t, mentre l’olio combustibile ad alto tenore di zolfo, in rialzo, si è attestato a 468,1 $/t, riducendo il differenziale tra i due prodotti a 34,3 $/t collegabile alla debolezza della richiesta di olio a basso tenore di zolfo.

I margini di raffinazione si sono mossi al ribasso: per un greggio tipo Brent il valore medio settimanale si è attestato intorno agli 8 dollari per barile; per un greggio tipo Dubai il margine si è mosso anch’esso intorno agli 8,0 dollari per barile mentre un greggio tipo Iranian Heavy ha conseguito un margine intorno ai 6 $/b.

I prezzi internazionali del gas nell’ultima settimana, dopo un lungo periodo di aumenti, hanno subito una riduzione accolta con interesse di consumatori in attesa di ulteriori flessioni.

Il ribasso è collegabile ad un miglioramento della situazione degli approvvigionamenti, alle misure adottate dai governi in materia di stoccaggi e alle condizioni climatiche anche se sullo sfondo l’avvio di trattative per una soluzione del conflitto tra Russia ed Ucraina potrebbe aprire scenari inediti di un ritorno, anche se limitato, del gas russo sul mercato europeo.

All’hub europeo Ttf il prezzo medio dell’ultima settimana si è attestato a quota 47,9 euro/MWh rispetto ai 55,0 di quella precedente e con una quotazione in chiusura di settimana di 46,5 euro/MWh. Il Gas index del Gme si è attestato nello stesso periodo su un valore di 53,8 euro/MWh ma con valori inferiori per l’inizio settimana.

Il prezzo medio settimanale del gas al Ttf in dollari per barile è stato pari a 79,8 $/b, in netta riduzione ma ancora sopra quello del petrolio nella misura di 3,7 $/b segnalando ancora una situazione anomala e destabilizzante per il sistema economico.

L’indicatore QE del costo dell’energia da idrocarburi in Europa, calcolato come media settimanale dei prezzi del Brent e del gas scambiato all’hub olandese Ttf, ambedue espressi in dollari per barile, si è attestato a 77,9 $/b contro gli 83,5 $/b della settimana precedente per effetto della riduzione del gas.

A causa delle riduzioni dei prezzi del gas, strettamente collegati a quelli che si determinano sul mercato elettrico, la media del PUN (giorni feriali) nell’ultima settimana si è portato a 153,5 euro/MWh contro i 166,0 di quella precedente, alleviando il disagio degli utenti che non riescono a sopportare livelli così elevati.

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L'autore

Vittorio D’Ermo è Economista dell’energia; Consulente e pubblicista su temi di energia e ambiente; Docente e Professional Fellow WEC Italia. È stato Vicepresidente e Direttore dell’Osservatorio Energia di AIEE – Associazione Italiana Economisti dell’Energia.

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