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APPROFONDIMENTI

L'analisi dei mercati di Vittorio D'Ermo

14 aprile 2025 - Prezzi energetici, continua il calo in un contesto sempre più incerto

Pubblicato il 17-04-2025

Prezzi energetici, continua il calo in un contesto sempre più incerto

Vittorio D'Ermo - Articolo pubblicato su Quotidiano Energia del 14 aprile 2025

L’andamento dei mercati e le contradditorie mosse dell’amministrazione americana sui dazi

L’attivismo del presidente Trump ha continuato ad agitare la scena mondiale anche nella seconda settimana di aprile.

Mentre si stavano valutando le conseguenze e le eventuali misure da adottare in risposta ai dazi decisi nella giornata del 2 aprile, la Casa bianca, anche di fronte ai crolli delle borse mondiali e all’emergere di preoccupazioni per l’economia americana, ha annunciato un rinvio di novanta giorni nell’attuazione dei dazi verso i paesi che ancora non avevano adottate contromisure come l’Europa, provocando un temporaneo allentamento della pressione che si è riflesso sulle borse internazionali.

Il contrasto con la Cina è invece continuato, addirittura aggravandosi, con l’imposizione di dazi superiori al valore delle merci, con alcune eccezioni; il clima generale è tornato così a peggiorare in uno scenario dove domina l’incertezza anche perché non esistono precedenti di una crisi di questo tipo che sta mettendo in discussione anche le alleanze più consolidate come quella euro-atlantica.

Il recupero delle borse ha subito così una interruzione lasciando spazio per una fase interlocutoria in attesa dei prossimi sviluppi.

Il mercato del petrolio ha continuato a risentire pesantemente della politica dei dazi avviata dagli Stati Uniti, che vede tra le nazioni più colpite la Cina, uno dei maggiori mercati con una domanda attesa nel primo trimestre di circa 16,7 milioni di b/g.

Chiaramente un rallentamento della richiesta di questo paese può influenzare l’assetto del bilancio petrolifero mondiale già in condizione di offerta tendenzialmente superiore alla domanda.

Sul possibile ridimensionamento della domanda si pronunceranno a breve anche la Iea e l’Opec nei loro bollettini.

Così, sullo sfondo di un nuovo sensibile aumento delle scorte degli Stati Uniti, i prezzi del greggio anche nella seconda settimana di aprile hanno perso ancora terreno, nonostante qualche spunto di recupero nella giornata di mercoledì, in concomitanza con l’annuncio della sospensione dei dazi verso molti paesi e un rimbalzo in fine settimana. Il forte impatto della vicenda dei dazi sul mercato del petrolio è messa in evidenza anche dal confronto tra la riduzione dell’indice Dow Jones da inizio anno pari a circa il 4% e la riduzione del prezzo del Wti pari al 16% circa.

In questa “selvaggia” settimana, secondo la definizione del Wall Street Journal, la quotazione media del Brent si è attestata sui 64,8 $/b, in netta riduzione dai 73,4 di quella precedente, ma con un rimbalzo a 66,7 $/b in fine settimana.

La media del Wti si è attestata su un valore di 61,1 $/b rispetto ai 69,1 della settimana precedente.

Recuperi sono subordinati alla possibilità di trovare soluzioni o aggiustamenti alla complicatissima situazione che si è venuta a creare sul piano economico al netto di qualche rimbalzo favorito proprio dalla caduta dei prezzi dei prodotti finiti.

Il crollo di fiducia che ha interessato tutti i mercati si è riflesso anche sui prodotti petroliferi.

Il prezzo medio settimanale della benzina, cif Genova, è sceso a 639,8 $/t, che si confronta con quello precedente pari a 712,2 $/t ma con segnali di consolidamento sui livelli raggiunti. Il prezzo medio del diesel, cif Genova, si è portato a 601,9 $/t rispetto alla quotazione precedente pari a 658,0 $/t.

Il differenziale medio con la benzina è salito sino a 54,2 $/t rispetto ai 52,3 $/t della settimana precedente a causa della maggiore debolezza del diesel.

L’olio combustibile a basso tenore di zolfo in media settimanale è sceso a quota 395,7 $/t, mentre l’olio combustibile ad alto tenore di zolfo, utilizzato per produrre benzina, si è portato a 392,4 $/t, portando il differenziale tra i due prodotti a soli 3,3 $/t.

I margini di raffinazione hanno subito marginali ritocchi: per un greggio tipo Brent il valore medio settimanale si è mosso poco sotto i 5 dollari per barile; per un greggio tipo Dubai il margine si è attestato poco sopra i 7 dollari per barile mentre un greggio tipo Iranian Heavy ha conseguito un margine intorno ai 5 $/b.

All’hub europeo Ttf il gas, nella seconda settimana di aprile, ha confermato la auspicata tendenza al ribasso.

La media settimanale si è attestata a 34,5 euro/MWh contro i 40,0 della settimana precedente, certamente influenzata dal netto peggioramento delle prospettive economiche con particolare riferimento alla Cina.

Il Gas Index del Gme, riferito ai giorni feriali, si è attestato nello stesso periodo su un valore di 39,2 euro/MWh rispetto ai 41,9 della settimana precedente a conferma di un cambiamento importante.

Il prezzo medio settimanale del gas al Ttf, espresso in dollari per barile, è sceso a 60,9 $/b, in netta riduzione rispetto ai 69,5 della settimana precedente.

Grazie a questi sensibili ribassi il gas, a parità calorica, è tornato a presentare un prezzo inferiore a quello del petrolio favorendo la sua competitività che era apparsa compromessa.

L’indicatore QE del costo dell’energia da idrocarburi in Europa, calcolato come media settimanale dei prezzi del Brent e del gas scambiato all’hub olandese Ttf, ambedue espressi in dollari per barile, è diminuito a 66,0 $/b contro i 74,6 $/b della settimana precedente per effetto della riduzione dei prezzi del petrolio e del gas.

Il Pun, indicatore sintetico del prezzo dell’elettricità (calcolato come media dei giorni feriali) ha registrato nella seconda settimana di aprile un valore medio di 106,9 euro/MWh in sensibile riduzione rispetto ai 118,9 di quella precedente, in linea con la riduzione del prezzo del gas.

Dal punto di vista dell’utilizzatore di energia, dopo un lungo periodo di rialzi particolarmente pesanti per elettricità e gas, si è aperta una nuova stagione di prezzi più contenuti legati, però, al peggioramento del quadro economico. Se confermata, questa riduzione potrebbe contribuire ad attenuare gli aggravi di costi derivanti dalla imposizione di dazi sul commercio internazionale, peraltro, ancora in via di definizione.

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L'autore

Vittorio D’Ermo è Economista dell’energia; Consulente e pubblicista su temi di energia e ambiente; Docente e Professional Fellow WEC Italia. È stato Vicepresidente e Direttore dell’Osservatorio Energia di AIEE – Associazione Italiana Economisti dell’Energia.

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