Un panel internazionale
Si è svolto il 19 giugno presso il Centro Studi Americani l’incontro “La transizione energetica. Tra innovazione e conservazione”, promosso da WEC Italia, Centro Studi Americani e Nazione Futura.
Con l’obiettivo di mettere in dialogo approcci culturali e politici diversi, i tre promotori hanno voluto offrire uno spazio di confronto trasversale tra visioni conservatrici e progressiste dell’ambientalismo. Un’occasione per costruire ponti e rafforzare la cooperazione tra Italia e Stati Uniti su un tema chiave per il futuro: affrontare la transizione energetica con pragmatismo, equilibrio e responsabilità.
Il dibattito ha riunito rappresentanti istituzionali, accademici e della società civile provenienti da Italia e Stati Uniti, tra cui: Roberto Sgalla (Direttore Centro Studi Americani), Chris Barnard (Presidente, American Conservation Coalition), Francesco Corvaro (Inviato speciale del Governo italiano per il cambiamento climatico), Enrico Giovannini (Direttore scientifico ASviS), Sherri Goodman (Secretary General, International Military Council on Climate & Security), Davide Tabarelli (Presidente NE Nomisma Energia), Barbara Terenghi (Chair Programme Committee WEC), Mary Prentice (Helms School of Government), Francesco Giubilei (Presidente Nazione Futura), Giampiero Massolo (CdA Centro Studi Americani e Presidente Mundys), con il coordinamento dei lavori affidato a Marco Margheri, Presidente di WEC Italia.
I dibattiti hanno offerto un confronto articolato tra approcci culturali e strategici alla transizione energetica, sviluppato lungo l’asse tra innovazione tecnologica e conservazione ambientale. Tra i messaggi emersi: il superamento della divergenza tra ambientalismo conservatore e progressista; la necessità di evitare letture ideologiche, promuovendo invece un realismo energetico capace di coniugare sicurezza, competitività e sostenibilità. Ampio spazio è stato dedicato ai temi della coesione sociale e della giustizia climatica, con l’importanza di strumenti inclusivi rimettendo al centro della transizione valori universali come il lavoro e la dignità, soprattutto nei Paesi emergenti. Forte l’accento sulla dimensione geopolitica, con il cambiamento climatico riconosciuto come moltiplicatore di rischi per sicurezza e infrastrutture. Di fronte a queste sfide, è stato ribadito il bisogno di accompagnare la transizione evitando dogmatismi e rigidità, adottando approcci differenziati tra Paesi, settori e attori, semplificando la governance climatica, integrando la transizione nei nuovi equilibri globali e valorizzando l’intero spettro di tecnologie e filiere disponibili.
L’evento si inserisce nel quadro delle attività portate avanti dalle realtà promotrici, con l’intento di stimolare un dialogo trasversale a livello nazionale ed internazionale sui percorsi della transizione e sull’equilibrio tra sostenibilità, competitività, equità e sicurezza energetica.