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Nervosismo sui mercati petroliferi, prezzi in aumento

L'analisi di Vittorio D'Ermo

Pubblicato il 31-01-2025

L'analisi: Nervosismo sui mercati petroliferi, prezzi in aumento

Vittorio D'ermo - Articolo pubblicato su Quotidiano Energia del 13 gennaio 2025

Quotazioni in rialzo per le nuove sanzioni Usa pur in assenza di sostanziali novità dal punto di vista deifondamentali. Margini di raffinazione sui livelli degli ultimi mesi del 2024

Il 2025 è iniziato all’insegna dell’attivismo di tutti gli attori presenti sul complesso scenario geopolitico mondiale.

Nell’attesa del passaggio dei poteri alla Casa Bianca, l’attività diplomatica americana, d’intesa conquella europea e quella di alcuni paesi arabi, è in pieno movimento per migliorare le drammatiche situazioni che si sono creata negli ultimi due anni e per definire un nuovo assetto del Medio Oriente dopo la caduta del regime filorusso del presidente Assad in Siria.
Fanno spicco in particolare i tentativi per arrivare ad una tregua tra Israele ed Hamas nel martoriato territorio di Gaza ed anche il lavorio per una qualche forma di intesa tra Russia ed Ucraina, che dovrebbe essere portato a compimento del nuovo presidente americano.Quest’ultimo sta anche aprendo scenari inediti relativamente ai rapporti degli Stati Uniti con l’Europa (Groenlandia) e con l’America centrale (canale di Panama), aumentando ancor più i temi del dibattito internazionale oltre che le preoccupazioni per alcune sue impostazioni protezionistiche in materia dipolitica economica.

Questo contesto rapidamente evolutivo non ha come principale oggetto i mercati dell’energia ma le tensioni con la Russia e l’Iran vengono seguite molto da vicino per un possibile impatto sui prezzi delpetrolio e del gas. La tensione con l’Iran costituisce un potenziale pericolo per i transiti di prodotti energetici nel Golfo Persico mentre anche le rotte del Mar Rosso sono sempre sotto la minaccia dei ribelli Houthi.


Il petrolio russo, dal canto suo, è sempre sotto embargo europeo mentre l’annuncio del blocco deitransiti di gas russo in territorio ucraino ha suscitato molte preoccupazioni in un momento di forte domanda per motivi legati alla stagione e al ridotto apporto del fotovoltaico che si riduce al minimo in questa parte dell’anno.
Su questo scenario si sono inserite le nuove sanzioni adottate il 10 gennaio da Usa e Regno Unito contro il petrolio russo, riflessesi immediatamente sui prezzi. In particolare, Washington ha messo nel mirino le compagnie petrolifere Gazprom Neft e Surgutneftegaz e “oltre due dozzine di loro filiali” e imposto sanzioni a più di 180 navi, oltre che a numerosi trader, fornitori di servizi upstream, compagnie di assicurazione e funzionari del settore energetico.


In tale clima di incertezza e di attesa, i prezzi del petrolio si sono mossi al rialzo pur in assenza di sostanziali novità dal punto di vista dei fondamentali che vedono gli Stati Uniti iniziare l’anno con una produzione, esclusi i prodotti liquidi derivanti dalla produzione di gas, di 13,6 milioni di b/g e una domanda interna solo di poco al di sopra di quella dell’anno precedente.
Dopo i primi segnali rialzisti registrati nella prima settimana del nuovo anno, nella giornata di venerdì 10 la tendenza si è rafforzata spingendo il Brent verso gli 80 $/b, quotazione che non si era più registratadal lontano mese di agosto 2024, ma che potrebbe essere poco sostenibile a lungo in mancanza di sostanziali cambiamenti della situazione. Anche il Wti è tornato a salire portandosi a 76,6 $/b rispetto ad una media settimanale di 74,9 $/b, un livello che la nuova amministrazione potrebbe considerare pericoloso per il potenziale impatto sull’inflazione.


Il clima di nervosismo ha investito anche il mercato dei prodotti anche se l’andamento dei margini  di raffinazione indica una situazione sotto controllo.
Il prezzo medio della benzina cif Genova nella settimana che si è conclusa il 10 gennaio è stato infattipari a 734,5 $/t che si confronta con la media di dicembre pari a 703,3 $/t. Il prezzo medio del diesel cifGenova è stato pari 706,2 $/t in netto aumento rispetto alla quotazione media di dicembre pari a 683,9t. Il differenziale medio con la benzina è stato pari a 28,3 $/t rispetto ai 17,8 della settimana precedente.
L’olio combustibile a basso tenore di zolfo si è mosso al ribasso con una media settimanale di 474,2$/t, mentre quella relativa all’olio combustibile ad alto tenore di zolfo è stata pari 443,8 $/t in netto rialzo rispetto alle due settimana precedenti. Il differenziale tra i due prodotti si è così ridotto a 11,1 $/t.
I margini di raffinazione in questo inizio d’anno non si sono discostati di molto da quelli degli ultimi mesi del 2024; per un greggio tipo Brent il valore medio settimanale è stato di 6 dollari per barile; per ungreggio tipo Dubai il margine si è mosso sotto i 9 dollari per barile mentre un greggio tipo Iranian Heavy,con il sostegno dell’olio combustibile ad alto tenore di zolfo, ha conseguito un margine di circa 7 $/b.


I prezzi internazionali del gas, proprio nella fase di transizione tra vecchio e nuovo anno, hanno registrato forti aumenti che hanno suscitato preoccupazione in tutta Europa, minacciata da un arresto delle pur limitate importazioni dalla Russia in un contesto di ripresa della domanda e di limitato apporto delle rinnovabili. Secondo un modello che ha molti precedenti nel mondo petrolifero, la minaccia di una minore disponibilità, ha avuto un effetto moltiplicativo sui prezzi che, all’hub europeo Ttf, hanno sfiorato i 50 euro/MWh nei primi due giorni dell’anno per poi attestarsi nell’ultima settimana su una media di 46,3 euro/MWh comunque molto elevata.
In tal modo il prezzo medio settimanale del gas, espresso in dollari per barile, è stato pari a 76,2 $/bovvero lo stesso livello di quello del petrolio dopo un periodo di allarmante permanenza al di sopra di questo valore.

L’inizio dell’anno è stato molto difficile anche per gli utenti elettrici con un prezzo medio del Pun che nella prima settimana dell’anno ha toccato i 147 euro/MWh, per poi attestarsi nell’ultima settimana suuna media (giorni feriali) di 132,5 euro/MWh.

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L'autore

Vittorio D’Ermo è Economista dell’energia; Consulente e pubblicista su temi di energia e ambiente; Docente e Professional Fellow WEC Italia. È stato Vicepresidente e Direttore dell’Osservatorio Energia di AIEE – Associazione Italiana Economisti dell’Energia.

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