L'approfondimento normativo. A cura di Lorenzo Piscitelli - Marzo 2025
Non solo gli impianti FER non residenziali, ma anche le stazioni di trasformazione di Terna devono essere considerate come impianti industriali ai fini della normativa sulle aree idonee.
Di conseguenza, a prescindere dalla destinazione catastale, entro 500 metri da una di queste installazioni si è in Solar Belt.
A chiarirlo è una recente sentenza del TAR Lazio (10 marzo 2025, n. 4994) che, con riferimento a una PAS negata, ha sottolineato come la cabina Terna presente in prossimità dell’area sia a tutti gli effetti un impianto industriale. Secondo i giudici di primo grado, infatti, la nozione di “impianto industriale” non deve essere interpretata in senso restrittivo – ovvero come attività industriale finalizzata alla trasformazione di materiali in nuovi prodotti – ma anche come attività volta alla trasformazione dell’energia potenziale idrostatica in energia cinetica e, quindi, in energia elettrica.
Tale pronuncia fa seguito a un chiarimento del MASE, fornito nel settembre 2023, con cui – rispondendo a un Comune (Villalba, in provincia di Caltanissetta) – è stato specificato che gli impianti fotovoltaici oltre i 20 kW devono essere considerati impianti industriali ai fini dell’applicazione della Solar Belt, anche se non ricadono in una zona a destinazione industriale, artigianale o commerciale.
L’11 marzo il MASE ha avviato la consultazione pubblica sulla “disciplina del meccanismo di incentivazione degli interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili di grandi dimensioni, attraverso procedure di accesso competitive” al fine di acquisire osservazioni e proposte dagli stakeholder per poter perfezionare uno schema di decreto sulle aste per le FER termiche.
Il meccanismo competitivo di incentivazione, complementare rispetto al Conto termico, mira all’incremento della produzione degli impianti di grandi dimensioni e al conseguimento degli obiettivi nazionali di decarbonizzazione al 2030 delineati nel PNIEC.
Sulla base del documento di consultazione sono incentivabili gli impianti di produzione di energia termica alimentati dalle seguenti fonti energetiche rinnovabili: (a) energia solare; (b) energia geotermica; (c) bioenergia (biomassa solida, biogas, bioliquidi); (d) energia dell’ambiente.
Il funzionamento del meccanismo incentivante è composto da procedure competitive pubbliche tecnologicamente neutre al ribasso, caratterizzate dal criterio pay as bid, sulla base del contributo richiesto per unità di produzione, tenendo conto della tariffa specifica posta a base d’asta, distinta per ciascuna famiglia tecnologica. La selezione avviene sulla base del ribasso percentuale offerto sulla tariffa base.
Sarà possibile inviare osservazioni entro il 21 aprile p.v. all’indirizzo di posta elettronica “dee@pec.mase.gov.it” utilizzando un apposito modulo reperibile sul sito del MASE e indicando come oggetto e-mail “Consultazione – DM FER-T”.
Con bando dell’11 marzo il MASE ha stanziato nuove risorse (circa 20 milioni di euro) per il sostegno di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale sul tema dell’idrogeno.
I destinatari dell’avviso sono le imprese, anche congiuntamente (massimo 3 soggetti) tra loro o con organismi di ricerca, per la realizzazione di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in relazione: (i) alla produzione di idrogeno verde e pulito; (ii) tecnologie innovative per lo stoccaggio e il trasporto dell’idrogeno e la sua trasformazione in derivati ed elettrocarburanti; (iii) celle a combustibile per applicazioni stazionarie e di mobilità; (iv) sistemi
intelligenti di gestione integrata per migliorare la resilienza e l’affidabilità delle infrastrutture intelligenti basate sull’idrogeno.
Le agevolazioni sono concesse attraverso contributi a fondo perduto, con una percentuale pari al 50% dei costi ammissibili per la ricerca industriale e del 25% per lo sviluppo sperimentale.
Le domande di agevolazione devono essere presentate dal 31 marzo al 15 maggio 2025.
In data 11 marzo è stata pubblicata la sentenza della Corte Costituzionale n. 28/2025 con cui è stata dichiarata illegittima la moratoria sui nuovi impianti da fonti rinnovabili disposta dalla Regione Sardegna nelle more dell’adozione della legge regionale sulle aree idonee.
Legge regionale sulle aree idonee che è stata nel frattempo adottata dalla Regione (L.R. n. 20/2024) e, anch’essa, impugnata da Palazzo Chigi dinanzi ai giudici costituzionali.
Il Governo aveva impugnato la moratoria, sostenendo che violava il principio di massima diffusione delle rinnovabili, sancito dal decreto legislativo 199/2021 e dalla direttiva Ue 2018/2001, la cosiddetta Red II, oltre all’articolo 117 della Costituzione, che stabilisce la competenza statale in materia di produzione, trasporto e distribuzione dell’energia.
La pronuncia non ha impatti concreti, dato che nel frattempo la moratoria è stata abrogata dalla legge regionale sulle aree idonee, ma con essa la Consulta appare adottare un indirizzo molto chiaro, significativo anche in vista del prossimo esame della legge sarda 20/2024: ogni iniziativa regionale o locale che freni lo sviluppo delle rinnovabili, deve essere attentamente valutata alla luce delle norme nazionali ed europee, evitando misure che possano compromettere gli obiettivi di decarbonizzazione e sicurezza energetica.
Con Decreto Direttoriale del MASE dell’11 marzo 2025 è stato adottato il vademecum per l’avvio del procedimento autorizzativo degli impianti offshore alimentati da fonte eolica.
Il documento reca gli adempimenti e le informazioni minime necessarie per la presentazione dell’istanza funzionale all’avvio degli iter autorizzativi ed ambientali necessari per la realizzazione dei relativi progetti.
Nel vademecum si ricorda che i parchi eolici offshore rientrano tra le opere soggette a valutazioni ambientali, ai sensi del decreto legislativo 152/2006 ed è inoltre puntualizzato che alle istanze per autorizzare impianti il cui valore sia superiore a 5 milioni di euro, vanno allegati il versamento di un contributo (c.d. oneri istruttori) di importo pari all’1% del valore delle opere da realizzare, oltre alla documentazione per gli adempimenti antimafia.
Con un avviso pubblicato sulla propria piattaforma telematica il 14 marzo la European Union Agency for the Cooperation of Energy Regulators (“ACER”) ha avviato la raccolta dei modelli di Power Purchase Agreements nell’ottica di promuovere e facilitare la stipula di tali contratti.
In una nota si precisa che gli stakeholders non dovranno comunicare i reali contratti che hanno stipulato con i relativi dati sensibili, ma solo la categoria di PPA che si è deciso di adottare e alcune informazioni di dettaglio, come lingua e giurisdizione.
La raccolta sarà attiva fino all’11 aprile 2025 tramite l’indirizzo di posta elettronica: PPA.assessment@acer.europa.eu.
Successivamente Acer pubblicherà i modelli raccolti e continuerà ad aggiornare l’elenco nel corso dell’anno.
Il 14 marzo l’Abruzzo ha approvato la propria Legge sulle aree idonee, diventando la terza regione, dopo Sardegna e Friuli Venezia Giulia, a dotarsi di una norma che disciplini i luoghi in cui sarà possibile installare nuovi impianti rinnovabili.
L’iter formale della Legge attende ancora l’ultimo passaggio, la pubblicazione del testo sul Bollettino ufficiale della Regione che dovrebbe intervenire nei prossimi giorni.
Secondo la Legge Regionale sono da considerarsi non idonee ad ospitare FER, oltre alle varie aree tutelate per motivi paesaggistici o perché ospitano beni culturali, le zone agricole con colture permanenti (vigneti, frutteti, tartufaie e oliveti, questi ultimi con densità superiore a 100 piante per ettaro e una superficie superiore a cinquemila metri quadrati) e quelle che hanno ottenuto contributi regionali, nazionali o europei.
Va ricordato che le aree non idonee, così come definite dai diversi provvedimenti regionali, non costituiscono un divieto a priori alla realizzazione di impianti energetici a fonti rinnovabili. Lo ha ribadito la scorsa settimana il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin rispondendo ad un’interrogazione alla Camera: “La non idoneità delle aree non preclude a priori la realizzazione degli impianti. Determina unicamente la mancata adozione di un iter accelerato delle valutazioni, che è invece riservata per gli impianti ricadenti nelle zone identificate come idonee”.
Lo scorso 14 marzo Terna ha pubblicato il proprio Piano di Sviluppo 2025-2034 prevedendo oltre 23 miliardi di euro di investimenti nei prossimi dieci anni (+10% rispetto al precedente Piano).
Il Piano di Sviluppo 2025 è coerente con i target definiti dal PNIEC, che stima un incremento della capacità installata solare ed eolica di oltre 65 GW al 2030 e di 94 GW al 2035, entrambi rispetto all’installato al 2023.
La presentazione del piano è stata l’occasione in cui sono arrivati aggiornamenti anche su come affrontare il problema della saturazione virtuale della rete. In merito, Terna ha confermato l’ipotesi che era stata anticipata dal MASE: dare priorità di connessione ai progetti autorizzati per primi, fatto salvo il diritto alla connessione dei progetti che hanno già avuto l’ok del TSO, circa 50 GW.
Sempre nell’ottica della programmazione territoriale efficiente, Terna sta lavorando con le Autorità in una prospettiva di aggiornamento del TICA, per rendere operativo entro la fine di quest’anno un meccanismo di open season, cioè di manifestazione di interesse per chiedere allocazione della capacità di connessione in maniera trasparente.
Il 17 marzo è stato pubblicato il decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che fissa termini e modalità per accedere alle agevolazioni per il “Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI”.
Per i contributi è disposto lo stanziamento complessivo di 320 milioni di euro a valere sul capitolo RepowerEU del PNRR di cui il 40% riservato alle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e un altro 40% alle micro e piccole imprese.
I programmi di investimento delle piccole e medie imprese che possono accedere all’agevolazione devono essere finalizzati all’autoproduzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici o mini eolici. Inoltre, devono necessariamente prevedere la realizzazione di una diagnosi energetica e possono essere eventualmente integrati e combinati con impianti e sistemi di stoccaggio.
Sono escluse dalle agevolazioni le industrie ad alta intensità energetica e quelle ad alta emissione di CO2, mentre sono precisi dei vincoli per le imprese che operano nel settore della produzione, del noleggio e della vendita di veicoli.
Le domande possono essere presentate a Invitalia (soggetto attuatore della misura) dal 4 aprile al 5 maggio 2025.
Con Decreto del 28 febbraio 2025 pubblicato il 24 marzo u.s. il MASE ha disposto la proroga dal 31 marzo al 30 novembre p.v. del termine per la presentazione delle richieste finalizzate all’accesso ai contributi a fondo perduto previsti dal PNRR per le Comunità Energetiche costituite e gestite nell’ambito dei Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
Nel decreto si legge che la proroga arriva funzionalmente alla necessità di raggiungere i target PNRR.
Per traguardare l’obiettivo sono inoltre in corso di valutazione ulteriori iniziative di potenziamento della misura tra cui la possibilità di ampliare il perimetro di applicazione della misura estendendola alle configurazioni realizzate nell’ambito di Comuni con popolazione inferiore a 30.000 abitanti.